Vivere per sempre

Tante volte sono passato dinanzi a quella scritta, forse qualcuno che aveva il bisogno di dichiarare un’appartenenza e una superiorità di quei luoghi,  scomodando l’immortalità, nei confronti di tutti coloro che hanno avuto origine in altre geografie. Ma come mai

“quelli del Cavone vivono per sempre”?

La domanda, senza risposta, ha però prodotto dentro di me, abitante anche io di quella strada,  tanta curiosità, ricercando i segni nella morfologia e nella cultura di quel canyon.

Via Francesco Saverio Correra, detto “O’ Cavon’ ‘e Piazza Dante” è una strada che da Via Salvator Rosa scende come un serpente fino all’imboccatura di Piazza Dante. Una strada antica che ancor prima di essere strada, ospitava gli alveoli delle acque fluviale delle colline del Vomero e dell’Arenella. Lavorando e scavando nel terreno, le acque sono state capaci   di creare dei veri e propri canyon, erodendo il tufo con strapiombi e grotte ancora oggi visibili. La Natura, però, è stata sconfitta dall’uomo che ha imposto nei secoli la propria impronta, generando strati urbani lungo le pareti di tali costoni.

Il tufo diventa tutt’uno con l’urbanistica, la quale renderà il confine, tra ciò che ha prodotto l’elemento naturale e quello che gli esseri umani hanno occupato, in maniera del tutto labile, anzi facendo sparire questa frontiera quasi totalmente.

Tutto si confonde e si sovrappone irreversibilmente.

Vagando e  inerpicandomi fin sopra, tra gradini, rampe, vicoli e improvvise vedute di costoni di roccia ricoperti di ciò che resta della vegetazione selvaggia, catturo ogni elemento  che cerca di rispondere alla fatidica domanda di cui sopra.

Lungo il percorso tanta devozione e tanta multiculturalità fanno da corollario al piccolo reportage.

Rincuora questa umanità. Mi accompagna quotidianamente lungo il percorso che mi porta verso casa e con la quale mi concedo attimi sotto forma di conversazioni o di un semplice saluto. Mi accorgo di essere immerso in una sorta di comunanza speciale che solo alcuni luoghi possono donarti.

Un sapore antico fatto di storie centenarie qui lo si coglie appieno, ma, al tempo stesso, questi racconti si intrecciano nel presente e nelle mutazioni della città con la crescita costante di nuovi abitanti provenienti da terre “luntane assaje” e turisti stranieri che si perdono lungo la salita della strada.  Sono orgoglioso. Qui Napoli respira ancora quelle sue atmosfere che la contraddistinguono e contemporaneamente i vicoli e i gradini di questa arteria assaporano quel vento internazionale che solo la contemporaneità di questo momento storico molto complesso può regalare.
Cammino e passeggio, ascoltando e osservando ogni piccolo dettaglio.

Dal balconcino dell’appartamentino registro tutto questo, e intuisco che anche questo luogo, cosi come i tanti che benevolmente mi hanno ospitato,  mi appartiene e dentro di me vivrà per sempre.

ESPOSIZIONI

“Vivere per Sempre”, Dicembre 2017. Esposizione di 30 fotografie al Grande Vento 2017, ex Asilo Filangieri , riguardante una zona di Napoli, il Cavone di Piazza Dante.

“Vivere per Sempre”, Giugno 2018. Esposizione di 40 fotografie riproposta nell’antica Enoteca del Cavone, sita nel luogo che ha fatto da location alle immagini proposte. Le fotografie ebbero una sistemazione singolare tra i vini e liquori dello stesso locale.

© Nicola De Innocentis – Sito Fotografico

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